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Lo sapevi che...? Il mondo dell'apicoltura

"Lo sapevi che...?" # 7 - Sviluppo dell'ape operaria

 

Iniziamo ora ad entrare nel dettaglio del ciclo di sviluppo delle varie caste iniziando in questa puntata della rubrica a descrivere lo sviluppo dell'ape operaia.

Ape operaia

Le operaie nascono da uova feconde deposte nel fondo delle celle. L’uovo viene deposto perpendicolarmente sul fondo e poi piano piano si corica. Si presenta come un bastoncino bianco lungo 1,5 mm e di 0,3 mm di diametro. La parte più appuntita è attaccata al fondo della cella, la parte più ingrossata presenta un piccolo orifizio (micropilo) che permette il passaggio dello spermatozoo.

Uovo deposto in fondo alla cella

 

Larva chiusa a C 

Dopo tre giorni dalla deposizione avviene il primo passaggio di fase e dall’uovo ne fuoriesce una piccola larva appena visibile ad occhio nudo coricata sul fondo in una goccia di pappa reale priva di arti e occhi. Da questo momento viene curata continuamente dalle operaie che durante lo sviluppo la visitano da 1000 a 2000 volte e circa una volta ogni dieci visite viene deposto del cibo sul fondo o sulle pareti della cella vicino alla bocca della larva.

Per nutrire una larva di operaia sono necessari 125 mg di miele e circa 70-150 mg di polline. La sua crescita è molto rapida, la larva si inarca sempre di più fino a che le sue estremità a partire dal 3 giorno di tale stadio si toccano.

 

Nel corso della crescita subisce 5 mute: una a 12 ore dalla schiusa, una a 1 giorno e mezzo, una a due giorni e mezzo, una a 3 giorni e mezzo e l’ultima a 11 giorni quando la cella è gia opercolata. L’opercolatura (chiusura) della cella avviene al 7° giorno dalla schiusa e gli ultimi 4 giorni a cella aperta sono estremamanete importanti per lo sviluppo futuro, infatti la sua dieta fino a quel momento costituita solo da pappa reale, viene sostituita da una miscela di acqua, miele e polline.

 Ciclo sviluppo ape operaia

La larva possiede un voluminoso intestino medio adatto a digerire la pappa reale, il miele e il polline. Un setto lo separa da quello posteriore che trattiene i residui della digestione in modo da non inquinare il cibo in cui la larva è immersa. Le trachee di un lato essendo sommerse nella pappa reale non possono funzionare di conseguenza la larva periodicamente si gira attorcigliandosi.

Verso la fine della crescita cambia completamente posizione si allunga dirigendo la testa verso la superficie del favo e occupa tutto lo spazio disponibile. A questo punto le operaie chiudono la cella con una piccola placca porosa l’opercolo. Subita l’ultima muta la larva espelle sul fondo della cella gli escrementi accumulati e fila un bozzolo di seta in cui si avvolge, poi si immobilizza, si trasforma in pupa ed inizia la metamorfosi.

Il suo corpo acquista una nuova forma e ben presto iniziano a distinguersi le parti che caratterizzano l’insetto perfetto, si sviluppano le ali e le zampe. Gli occhi sono i primi organi che si pigmentano, successivamente tutto il corpo inscurisce.

Dodici giorni dopo l’opercolatura e quindi a tre settimane dalla deposizione dell’uovo, la giovane ape si muove rosicchia l’opercolo ed esce dalla cella.

La temperatura può influire molto sullo sviluppo della covata per cui i tempi riportati (tabella lo sapevi che 6) possono variare. Si tenga conto che un raffreddamento od un riscaldamento possono portare anche ad un arresto totale dello sviluppo con conseguente morte della covata.

Le giovani larve depigmentate temono inoltre i raggi diretti del sole per questo il buon apicoltore durante le visite o per condurre altre attività (quali ad esempio il traslarvo per l’allevamento delle regine) tende a non esporre alla luce i telaini contenenti covata.

La covata sui telaini è disposta a forma di sfera in cui si alternano zone concentriche di uova, larve, pupe, polline e miele. E’ bene quindi non sovvertire l’ordine dei favi di covata né girare i favi stesi per non alterare l’ordine e l’equilibrio interno dell’”organismo alveare”.

 

Alla prossima puntata della nostra rubrica "Lo sapevi che...?" # 8 - I compiti dell'ape operaia