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Lo sapevi che...? Il mondo dell'apicoltura

"Lo sapevi che...?" # 9 - Sviluppo dell'ape regina

 Ape regina ligustica

L’ape regina è l’unica femmina feconda della colonia e quindi la madre di tutte le api presenti in un alveare. Nasce da un uovo fecondo deposto in una particolare cella, la cella reale, costruita dalle operaie normalmente lungo i bordi dei favi. Esse iniziano costruendo un abbozzo o cupolino, avente la forma di una coppa che allungata assume l’aspetto di una ghianda aperta verso il basso. 

 

 Celletta reale

 

Dall’uovo dopo tre giorni nasce una larva più piccola dell’uovo stesso, che resta appesa al soffitto della cella aderendo ad una goccia di pappa reale che nel frattempo le operaie hanno introdotto. E’ stato calcolato che ogni larva reale riceve complessivamente da 1200 a 1600 nutrizioni per un totale di 17 ore di lavoro. La larva si accresce subendo 5 mutazioni e nutrendosi sempre ed esclusivamente di pappa reale. Le spoglie larvali o esuvie che si liberano dopo le mute restano nella pappa reale. Il ciclo di crescita dura 5 giorni e mezzo, successivamente le operaie provvedono all’opercolatura della cella ed al rafforzamento delle pareti con delle creste di cera, sempre più in rilievo fino al giorno della nascita.

 Celletta reale opercolata

All’interno la larva tesse un bozzolo setoso subisce un’ultima muta e si trasforma in pupa che dopo 7 giorni dall’opercolatura diviene un insetto perfetto. Poco prima della nascita le operaie assottigliano la cera all’estremità inferiore della cella mentre la regina dall’interno ritaglia l’opercolo, ma non completamente, in modo che resta appeso alla cella come fosse incerniato. La nascita avviene dai 15 ai 17 giorni dopo la deposizione dell’uovo. Una volta ritagliato l’opercolo la regina premendo con il capo lo fa oscillare e dopo alcuni tentativi fuoriesce. Alcune volte è chiara molle ed esitante, più spesso è già scura e rigida. In questo caso si hanno maggiori garanzie di successo.  

 

Tralasciando l’allevamento artificiale a cui dedicheremo un numero della nostra rubrica, e parlando solo di allevamento naturale possiamo dire che ogni famiglia può arrivare ad allevare fino a 50 regine alla volta. L’allevamento può essere spontaneo ed allora le celle hanno per base un blocco di cera ed occupano i bordi dei favi, oppure provocato dall’apicoltore tramite la tecnica dell’orfanizzazione ed in questo caso possono essere ovunque anche in mezzo ai favi. 

 

 La loro costruzione inizia partendo da una cella operaia preesistente contenente una larva che a volte può avere anche più di tre giorni di età. Quando l’allevamento è spontaneo e quindi programmato dalle api le celle vengono costruite a partire da cupolini a forma di coppetta rovesciata che non contengono né larve né uova. La comparsa dei cupolini assieme a quella dei maschi è uno dei sintomi che precedono la sciamatura. Appena nata la regina passeggia liberamente sui favi e si distingue dalle operaie per le sue zampe gialle e lunghe e per l’addome più affusolato. Se la colonia ha allevato la regina per cambiare la vecchia regina ormai logora o per compiere un’unica sciamatura, la prima nata uccide le sue sorelle quando queste ancora si trovano dentro le celle reali oppure se due regine sono nate contemporaneamente una volta uccise le altre si affrontano sui favi e come risultato si ha la mote di una delle due. La vincitrice esce sempre indenne dalla lotta. Se deve avvenire una sciamatura secondaria la prima regina nata impedisce con la sua presenza lo sfarfallamento delle altre. Queste pronte a nascere ma segregate nelle proprie celle attendono la partenza della regina libera per uscire a loro volta.

 

Accoppiamento

 

Nelle prime ore dopo la nascita la regina viene completamente ignorata dalle altre api. Nei giorni seguenti però il loro interesse nei confronti della regina aumenta e iniziano a molestarla con la testa o con le zampe o trascinandola per le ali. Inizialmente accetta tutto senza reagire oppure si mette a cantare ottenendo la sospensione immediata di ogni attacco. Dopo il terzo giorno diviene più intraprendente ed inizia a reagire. Dal 5 al 15 giorno dopo la nascita nelle ore più calde la regina effettua uno o più voli di orientamento della durata di 10 minuti circa. Prima di partire corre eccitata sui favi prima di avvicinarsi alla porticina e partire. L’accoppiamento avviene in particolari luoghi denominati punti di raduno dove i maschi si radunano in gran numero. Ogni regina attira a sé un gruppo di maschi e l’insieme che può assumere una forma sferica o a cometa compie delle acrobazie in mezzo agli altri maschi. A volte il gruppo nel momento in cui si compie l’accoppiamento termina a terra. Non si è ben certi sule distanze che le regine possono raggiungere il punto di raduno, su parla dai 3 ai 16 km. L’unica cosa certa è che mediamente si assentano dai loro alveari dai 10 ai 20 minuti raramente di più. Le regine si accoppiano più volte nel corso dello stesso volo e se necessario in voli successivi che si possono ripetere anche a distanza di 20 giorni dal primo.

 Accoppiamento ape regina

L’accoppiamento avviene in volo, un maschio si aggrappa al dorso della regina ed introduce molto rapidamente per estroflessione il suo complicato organo genitale nella vagina della regina eiaculando istantaneamente lo sperma. In questo momento il fuco resta come paralizzato, lascia la presa oscilla all’indietro gli organi genitali si strappano con una piccola esplosione dovuta alla pressione a cui sono sottoposti e cade a terra dove muore. Sovente il distacco è favorito dall’azione del maschio successivo che attende il proprio turno. Il tutto duro solo qualche secondo e la regina è subito pronta per accoppiarsi di nuovo. Dopo l’accoppiamento gli spermatozoi migrano nel dotto spermatico e poi nella spermateca stessa sia con movimenti propri serpeggianti attivati dalla secrezione della ghiandola della spermateca sia aiutati dalla regina con la sua attività d pompa del seme attivata tramite contrazioni dell’addome. Un maschio fornisce da 1,5 a 1,7 mm3 di sperma contenente da 11 a 16 milioni di spermatozoi tuttavia gran parte di essi vanno persi durante l’accoppiamento ed una regina continua ad accoppiarsi fino a che non ha trattenuto nella spermateca circa 5-7 milioni di spermatozoi, (sono necessari dai 5 ai 16 accoppiamenti). La poliandria ossia la fecondazione da più maschi permette all’alveare di fecondare la nuova regina anche con propri fuchi senza eccessivi peggioramenti della linea genetica anche se statisticamente si tratta di un evento raro. Se la regina non ha possibilità di accoppiarsi entro una ventina di giorni o perché nata in un periodo in cui le condizioni climatiche non sono favorevoli o perché nata in autunno quando non vi sono più maschi perde tale capacità e diventa fucaiola ossia depone solo uova non fecondate da cui nascono solo fuchi.  

 

Deposizione

 

 Dai 2 ai 5 giorni dopo l’accoppiamento la regina inizia la deposizione. Le uova vengono deposte nel fondo delle celle e sono identiche qualunque sia il tipo di cella, tuttavia nelle celle da operaia e nelle celle reali essa depone uova provviste di spermatozoi, uno di questi penetrerà attraverso un apposito foro (il micropilo) e lo feconderà. Dalle uova fecondate avranno origine delle operaie o delle regine a seconda del tipo di nutrimento che riceveranno le larve e che dipenderà a sua volta dal tipo di cella dove si trovano; nelle celle per maschi la regina depone invece uova sprovviste di spermatozoi, dallo sviluppo di queste uova non fecondate per partenogenesi avranno origine dei maschi.

 

Alla prossima puntata della nostra rubrica "Lo sapevi che...?" # 10 – I compiti dell’ape regina, dove continueremo a parlare dei compiti della regina dell'alveare.