Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie policy

Lo sapevi che...? Il mondo dell'apicoltura

 "Lo sapevi che...?" # 12 - I compiti del fuco

In questo numero della rubrica "Lo sapevi che...?" continuiamo a parlare del fuco approfondendo i suoi compiti all'interno dell'alveare... 

 I compiti del fuco

Un tempo si credeva che l’unico compito dei maschi fosse quello di accoppiarsi con le regine. Di conseguenza si è sempre pensato ai fuchi come ad uno spreco della natura, quasi si trattasse di parassiti dell’alveare. Per queste ragioni si è cecato di limitare con ogni mezzo la presenza dei maschi. In commercio si trovano anche trappole per la cattura dei maschi all’uscita dell’arnia.

Esperimenti hanno dimostrato che se il numero dei maschi si mantiene entro valori normali 2-6000 nel corso dell’anno essi non influiscono sulla produzione di miele di un’arnia; evidentemente il miele che sicuramente consumano viene compensato da qualche altra loro funzione, aldilà dell’accoppiamento.

Le più recenti ricerche ed osservazioni conferiscono infatti ai maschi ruoli fino ad ora insospettati nella vita sociale delle api. Essi sono utili nella produzione di calore necessario allo sviluppo della covata. Non c’è differenza se il miele consumato per produrre calore è ingerito da fuchi o dalle operaie per conto se sono i maschi a mantenere calda la covata le operaie sono libere di dedicarsi ad altre mansioni.

Esperimenti condotti da ricercatori tedeschi hanno dimostrato seguendo i successivi passaggi di sciroppo contenente sostanze radioattive (fosforo 32) dato come alimento alle api, che i fuchi partecipano alla circolazione del cibo all’interno dell’arnia. E’ stato visto un fuco distribuire nutrimento a più di 50 operaie. Questi successivi passaggi di cibo da un’ape all’altra sono indispensabili per la trasformazione del nettare in miele.  

 

Accoppiamento

Come è stato accennato a proposito delle regine, i maschi si radunano in un gran numero in luoghi ben definiti. Già da tempo numerosi apicoltori avevano notato luoghi in cui si udiva il ronzio cupo come quello provocato da uno sciame in partenza senza capirne il reale significato.

Oggi questi luoghi sono stati messi in relazione con l’accoppiamento delle regine. Si conoscono numerosi luoghi di raduno dei maschi e se ne vanno scoprendo altri. Questi luoghi sono sempre gli stessi, anno dopo anno.

Siccome sia le regine sia i maschi che li frequentano non possono essere gli stessi occorre desumere che abbiamo particolari caratteristiche che permettono ai maschi ed alle regine di individuarli. Tuttavia ad oggi non è stato possibile associare a questi luoghi caratteristiche simili fra di loro né fisiche né geografiche. L’epoca dei voli inizia ad aprile maggio, raggiunge la maggior frequenza in giugno, continua fino a settembre.

I maschi escono in giornate calde e soleggiate con vento che non superi i 20-30 km orari. I primi maschi iniziano ad arrivare nel punto di raduno verso mezzogiorno. Il loro numero va poi via via aumentando circa un’ora dopo arrivano le prime regine che vengono subito attorniate da un gruppo di maschi da 10 a 100 assieme ai quali compiono delle evoluzioni fra i 5 ed i 15 metri di altezza, senza mai posarsi, salvo in occasione di accidentali cadute.

Ogni altro insetto attira uno o più fuchi i quali dopo alcuni istanti se ne allontanano come se riconoscessero l’errore. Già alcune ore prima che inizi il raduno in quel luogo cessa l'attività di bottibaggio da parte delle operaie e durante l’accoppiamento scompaiono anche gli uccelli.

Se si liberano artificialmente delle regine e delle operaie i maschi si gettano anche su queste ultime anche se in modo fugace. Nello stesso tempo i maschi sono attratti da una regine vergine posta dentro una scatola.

Da studi effettuati negli stati uniti è risultato che oltre a stimoli puramente fisici i maschi sono attirati soprattutto da una stimolazione chimica operata dalla secrezione delle ghiandole mandibolari della regina. In un luogo di raduno è possibile distinguere due tipologie di maschi: quelli che volano alti e che formano uno schermo vivente attorno al luogo di raduno e quelli che formano attorno alle regine gli sciami di accoppiamento.

E’ stata avanzata l’ipotesi di uno  fatto dai maschi della prima categoria sia un dispositivo di protezione atto a salvaguardare gli accoppiamenti che avvengono più in basso.

Il piccolo sciame di fuchi che attornia una regina non è caotico, bensì al suo interno vi regna un certo ordine. Da osservazioni fatte sul comportamento dei maschi attorno a regine ingabbiate si è constatato che tutti i maschi si orientano verso la regine uno è vicinissimo alla scatola e gli altri dietro a formare un cono a punta aguzza quasi se fosse instaurato un grado di dominanza.

Un luogo di raduno è frequentato dall’insieme dei fuchi della zona fino ad una distanza superiore ai 6 km, nessun luogo è frequentato solo da maschi di un apiario. Sono frequenti luoghi di raduno su valichi dove maschi e regine vi accedono da entrambi i versanti.

Il raduno dei maschi sembra essere una caratteristica generale delle diverse razze di Apis mellifera.

 

 Con questo numero terminiamo la trattazione delle caste all'interno dell'alveare. Appuntamento alla prossima pubblicazione con curiosità sul mondo dell'apicoltura.

A presto...