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Lo sapevi che...? Il mondo dell'apicoltura

"Lo sapevi che...?" # 14 - La filiera del miele - Materiali

 

Iniziamo con la rubrica di oggi ad introdurvi nella filiera produttiva del miele iniziando a parlare del luogo di produzione, dai materiali e dalle attrezzature utilizzate in apicoltura per poi passare in laboratorio. La prima domanda che vi facciamo prima di iniziare la trattazione degli argomenti è la seguente: sapete come si chiama l’attività di allevamento delle api? Spero di si… Comunque la risposta corretta è “APICOLTURA”. In maniera molto semplificata: “l’Apicoltura è l'arte di allevare e curare le api con lo scopo di raccogliere i prodotti dell’alveare.”
Per portare avanti tale attività l’apicoltore alloggia le famiglie di api in arnie costituendo così un alveare, che vengono raggruppare in apiari.

Riepiloghiamo ora questi pochi ma importanti termini tecnici racchiusi nel paragrafo precedente che ci serviranno nel proseguio del viaggio nella filiera.  

 

Arnia: contenitore che funge da riparo per le api ed in cui vive la colonia; 
Famiglia/Colonia:

insieme delle api che costituiscono il “Super organismo” (mediamente 60.000); 

Alveare: insieme della famiglia e della relativa arnia; 
Apiario: luogo dove vengono allevate le api costituito dall’insieme di tanti alveari posti nello stesso luogo; 

 

Nella rubrica di questa settimana iniziamo dunque il percorso che ci porterà a scoprire tutti i segreti dell’allevamento delle api e della produzione del miele. Iniziamo quindi dal “luogo di lavoro” delle api che poi è anche la loro casa parlando e descrivendo l’arnia, facendo una breve introduzione storica riepilogando le tappe che ci hanno portato all’arnia razionale di oggi.

 

Fra api e l’apicoltore si è instaurata, sin da tempo remoto, una sorta di simbiosi: l'uomo sottrae alla colonia parte del suo raccolto ed in cambio le fornisce cure, preoccupandosi del suo benessere e fornendo alle api una "dimora" adeguata. Le arnie, attualmente in uso, si distinguono profondamente da quelle impiegate nel passato. Queste ultime, non rispondendo a canoni di razionalità, vengono oggi chiamate arnie villiche o bugni, al fine di distinguerle da quelle di più recente impiego: le arnie razionali.

 

Disegni bugni villici

Bugni villici

 

Storicamente possiamo distinguere due tipi di arnie villiche:
- a tronco cavo verticale (fra le quali è possibile annoverare il classico bugno sardo di sughero);
- a tronco cavo orizzontale (com'era, ed ancora è, l'arnia villica siciliana, realizzata con stecche di ferula).

 

Tali tipologie di arnie erano costruite con materiali diversi, dal sughero alle tavole di legno ai tronchi cavi ai contenitori metallici, erano, e purtroppo ancora oggi per alcuni sono, quasi sempre disposte in senso verticale, con l'ingresso per le api localizzato nella metà della parete anteriore oppure in basso, in prossimità della base; all'interno dell'arnia si trovano le cosiddette croci, formate da bastoncini che si incrociano a diverse altezze e che vengono utilizzate dalle api come punto d'appoggio per la costruzione del favo.

 

Tutte le arnie rustiche, pur trasportabili secondo diversi accorgimenti, sono comunque caratterizzate dall'immobilità dei favi. Con questo tipo di alveari l'apicoltore non è in grado di assecondare lo sviluppo degli alveari, di correggere eventuali anormalità, di prevenire e curare le malattie, di ricavare il miele e la cera senza distruggere i favi e spesso uccidendo le api.

 

Tutte operazioni che possono invece essere facilmente fatte utilizzando le arnie razionali di oggi con il telaio mobile.

 

Arnia Langstroth
arnia Langstroth 

L'introduzione nel nostro paese della Varroa destructor e l'impossibilità di un controllo approfondito dei favi (e quindi dello stato sanitario della colonia) sono state però le ragioni fondamentali che hanno portato alla pressoché totale scomparsa delle arnie villiche. Per una apicoltura moderna e razionale le api devono essere alloggiate in un'arnia di tipo razionale, cioè a favi mobili. Quella razionale utilizzata oggi, pur nelle differenti tipologie, deriva dal modello creato in America nel 1851 dal reverendo Lorenzo Lorraine Langstroth.

 

Questo modello, successivamente modificato nel 1859 prima da Charles Dadant e quindi da Blatt, si diffuse in America a partire del 1861, si è da allora diffusa diventando uno strumento imprescindibile per l'apicoltura moderna.

 

Nel nostro Paese, dal modello "Dadant-Blatt", nel 1932 venne standardizzata l'arnia italiana, l'arnia Italica-Carlini, tuttora utilizzata. Inizialmente il nido, a pianta quadrata, conteneva 12 favi che potevano essere disposti sia longitudinalmente all'ingresso (a favo freddo), sia trasversalmente (a favo caldo).

 

Arnia DB 10 telaini nomadismo Arnia DB 10 telaini da nomadismo Arnia DB 10 telaini cubicaArnia DB 10 telaini cubica

 

L'arnia da nomadismo a dieci telaini, ovviamente solo a favo freddo, è attualmente la più impiegata nella moderna apicultura. Nelle arnie razionali si costringono le api a costruire i favi all'interno di speciali telai di legno che sono semplici cornicette che con un semplice accorgimento costruttivo possono essere estratti dall'alveare senza che la cera venga danneggiata.

 

Nelle arnie razionali attualmente in uso in Italia l'estrazione dei telaini avviene attraverso il tetto, dopo avere rimosso il soffitto dell'arnia ed il coprifavo, questo tipo di alveari sono detti “a favo freddo”, in quanto i telaini sono disposti perpendicolarmente all’ingresso dell’arnia.

 

Componenti arnia
Componenti arnia DB
Telaino nido con foglio cereo
Telaino da nido

Telaino melario con foglio cereo

 

 

Telaino da melario con foglio cereo

 

Questo tipo di arnie si differenziano da quelle in uso in Germania, Austria e nei paesi del nord Europa che hanno i telai che si estraggono dal retro della cassa, cioè sono posizionati parallelamente all’ingresso e che vengono definiti “a favo caldo”.

 Disposizione favo, favo caldo e favo freddo

Attualmente, a causa dell'avvento della Varroa distructor, si preferiscono arnie razionali a dieci telaini da nido (non più dodici come una volta), spingendosi addirittura ad arnie con 8 o 9 telaini o con spazio mussi, tutte comunque dotate di fondo mobile o di griglia in rete e con vassoio metallico a scorrimento, che permettono una più agevole lotta a questo parassita ed una facile inspezione per una verifica esterna della famiglia.

 

Attualmente sono fortunatamente in disuso le arnie "costruite" dagli stessi apicoltori o da artigiani che pur essendo più economiche presentano lo svantaggio di non avere le misure standard e perciò di non potere scambiare materiale con le arnie attualmente in commercio. Per quanto riguarda l’utilizzo delle casse per l'apicoltura da nomadismo, si attuano in fase costruttiva degli accorgimenti che rendono più agevoli gli spostamenti che sono:

- Ganci per fissare il fondo dell'arnia al nido;

- Tettoia piana e coperta di lamiera zincata;

- Fascia di protezione o angolari per evitare lo scorrimento delle varie parti dell'arnia;

- Distanziatori tra un telaio e l'altro;

- Presenza del portichetto intorno all’ingresso;

- Maniglie laterali per una salda presa.

Molto importante in definitiva è che l'arnia sia razionale con le misure standard in modo che i pezzi siano intercambiabili , costruita con materiali adatti e che venga effettuata una periodica manutenzione che ne aumenti la durata nel tempo.

Melario 

 

Melario Si tratta di una estensione dell’arnia che viene posta sopra l’arnia stessa tra il nido ed il coprifavo. Nel melario vengono alloggiati i telaini provvisti di foglio cereo che le api provvedono d'apprima a costruire, estendendo sul foglio cereo delle cellette regolari dove alloggeranno la produzione di nettare in eccesso. A seconda delle fioriture, dello stato di maturazione e di umidità del miele l'apicoltore provvede a ritirare i melari o tali telaini per portarli in laboratorio e lavorarli per estrarre il miele.

Materiale costruttivo 

Il materiale standard utilizzato per costruire l’arnia ed il melario è il legno di abete spessore 25 mm.

 

Alla prossima puntata della nostra rubrica "Lo sapevi che...?" # 15 – La filiera del miele, gli attrezzi in campo, dove termineremo l'introduzione nella filiera del miele relativa ai materiali ed attrezzature utilizzate in campo durante le visite.

 

A presto!