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Lo sapevi che...? Il mondo dell'apicoltura

“Lo sapevi che…?” # 18 – Etichettatura del miele

Apriamo questo numero della rubrica con la definizione di etichetta

…l’insieme delle menzioni, dei marchi di fabbrica o di commercio, delle immagini o dei simboli che si riferiscono al prodotto alimentare e che figurano direttamente sull’imballaggio o su un’etichetta appostavi o su un dispositivo di chiusura o su cartelli, anelli o fascette legati al prodotto medesimo…

Le norme, decreti legislativi e atti relativi alla etichettatura sono molti ed alcune volte poco chiari.

Sappiamo che molti di voi sono già informati, con questo numero della rubrica cercheremo di mettere in evidenza le informazioni più importanti necessarie per una corretta lettura dell’etichetta, per rendervi quindi dei consumatori ancora più informati.

Il 25 ottobre 2011 è stato emanato il nuovo regolamento (UE 1169/2011) che disciplina l’etichettatura dei prodotti alimentari. Ad esso bisogna dunque riferirsi anche per i prodotti dell’alveare (miele, polline e pappa reale). Il regolamento stabilisce un periodo transitorio entro il quale l’apicoltore deve conformarsi alle nuove regole. Il regime transitorio prevede un periodo di tre anni a partire dalla pubblicazione (22/11/2011) entro il quale sarà ancora possibile utilizzare etichette conformi alle vecchie normative, esteso a cinque anni per quanto riguarda l’etichettatura nutrizionale.

Queste le principali novità:

Etichetta nutrizionale

Rimane facoltativa l’indicazione delle caratteristiche nutrizionali, ma qualora le si voglia riportare devono essere indicate secondo quanto previsto dal nuovo regolamento

Campo visivo

Devono essere riportate nello stesso campo visivo la denominazione di vendita e la quantità netta. Rispetto alle norme precedenti viene meno l’obbligo di riportare nel suddetto campo visivo il termine minimo di conservazione .

Leggibilità

Il nuovo regolamento detta le regole per rendere le informazioni riportate in etichetta più leggibili. Per ora queste si riferiscono all’altezza minima dei caratteri da utilizzare (art. 13.2-3): dovranno avere altezza minima di 1,2 mm (altezza media riferita alla lettera x minuscola) 0,9 mm in caso di etichette la cui superficie più ampia è inferiore a 80 cm2.

 Informazioni obbligatorie

Il decreto stabilisce le seguenti informazioni minime obbligatorie da emettere sull’etichetta

  • La denominazione di vendita dell’alimento
  • La quantità netta dell’alimento
  • Il termine minimo di conservazione
  • Il nome o la razione sociale e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare di cui all’articolo 8, par. 1 (Regolamento UE n. 1169/2011 - articolo 8, paragrafo 1:L’operatore del settore alimentare responsabile delle informazioni sugli alimenti è l’operatore con cui il nome o con la cui ragione sociale è commercializzato il prodotto o, se tale operatore non è stabilito nell’Unione, l’importatore nel mercato dell’Unione)
  • La sede dello stabilimento di produzione o confezionamento (quando diverso dall’indirizzo del responsabile della commercializzazione già indicata in etichetta)
  • Il paese di orgiine (La Legge 11 marzo 2006 n. 81 prevede all’art. 2-bis che sull’etichetta devono essere indicati il Paese o i Paesi d’origine in cui il miele è stato raccolto)
  • Il lotto

 Denominazione di vendita

A seconda delle tipologie di alimento queste le denominazioni ammesse

Denominazione minima: MIELE.

Nella commercializzazione di miele in favo, miele con pezzi di favo e miele filtrato, la denominazione di vendita minima dovrà essere:

  • MIELE in favo
  • MIELE con pezzi di favo o sezioni di favo nel miele
  • MIELE Filtrato

Denominazioni facoltative: Miele di nettare, Miele di fiori, Miele di melata, Miele scolato, Miele centrifugato, Miele torchiato

Per quanto riguarda il miele filtrato o il miele industriale dovranno essere contrassegnati sui contenitori all’ingrosso, sulle confezioni al minuto, sugli imballaggi e sui documenti commerciali.

Tale dizione è di esclusivo interesse dei confezionatori industriali di miele.

Ad esclusione del miele filtrato è inoltre possibile fare riferimento anche all’origine botanica (D.Lgs n. 179/2004 - art. 3):

se il miele proviene soprattutto dall’origine indicata e ne possiede le caratteristiche organolettiche, fisico-chimiche e microscopiche, es. Miele di castagno, Miele di girasole, ecc.

Anche le denominazioni Miele millefiori e Miele di bosco sono ammesse.

Origine geografica se il miele proviene totalmente dall’origine indicata. es.: Miele delle colline ciociare

Criteri di qualità specifici previsti dalla normativa comunitaria (DOP, IGP, Apicoltura biologica…)

Un chiarimento ci preme fare sul miele millefiori

... Non può definirsi miele «Millefiori» un prodotto derivante dalla miscelazione di diversi mieli di origine monofloreale; Si dice miele «Millefiori» il prodotto per il quale non sia definibile una esclusiva (monoflora) o precisa (fiori/nettareo melata) origine botanica.

In alcuni casi per l’accavallarsi delle fioriture si hanno mieli composti principalmente da due origini floreali.

La doppia indicazione floreale e/o vegetale può essere utilizzata a condizione che i fiori e/o i vegetali indicati abbiano lo stesso periodo di produzione di nettare e/o melata e siano della stessa origine geografica (es.: miele di castagno e tiglio);

Ciascuna delle origini botaniche indicate deve essere significativa ed il miele deve provenire interamente o principalmente dalle due origini indicate;

Il miele deve avere, come nel caso dell’indicazione monofloreale, caratteristiche organolettiche, fisico-chimiche e microscopiche della duplice origine da cui proviene;

Allorché i fiori e/o vegetali indicati non hanno lo stesso periodo di produzione di nettare e/o di melata e la stessa origine geografica, si può indicare l’origine floreale e/o vegetale duplice o multipla a condizione che il termine “miscela” appaia chiaramente in etichetta.

Miele denominazioni ammesse nelle confezioni
Miele denominazioni ammesse nelle confezioni

 

 Quantità netta dell'alimento

Le unità di misura da utilizzare devono essere:

  • grammi (o g)
  • chilogrammi (o kg)

Dopo l’indicazione dell’unità di misura non va messo il punto, ad es. “g.” o “kg.”.

Considerato che la quantità da indicare sull’imballaggio è in ogni caso quella netta o nominale, non è necessario far precedere l’indicazione dalle diciture “peso netto”, “contenuto netto”, o da diciture simili.

La disciplina metrologica (D.P.R. 391/80) regolamenta le altezze minime dei caratteri in base al peso (volume) del prodotto. Anche per le unità di misura sono previste grandezze minime dei caratteri.

Miele indizazioni peso netto sulle confezioni
Miele indizazioni peso netto sulle confezioni

 

 Termine minimo di conservazione

Il termine minimo di conservazione è la data fino alla quale il prodotto conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione.

Va indicato a discrezione del confezionatore.

La data deve essere preceduta dalle seguenti espressioni:

  • “da consumarsi preferibilmente entro il…” quando la data riporta l’indicazione anche del giorno (in questo caso il T.M.C. può sostituire il lotto).  
  • “da consumarsi preferibilmente entro fine…” negli altri casi.
Etichetta del miele, termine minimo di conservazione
Etichetta del miele, termine minimo di conservazione

 

 Il nome o la ragione sociale e l'indirizzo dell'operatore del settore alimentare

Nelle etichette deve essere sempre indicato il nome del produttore (o la regione sociale o il marchio) e la sede del produttore o del confezionatore.

Nel caso il miele sia stato estratto e confezionato in un luogo diverso da quello del produttore indicato in etichetta, occorre indicare la sede del laboratorio di confezionamento (lavorazione conto terzi).

Etichetta del miele indicazioni produttore
Etichetta del miele indicazioni produttore

 

 Paese di origine

Sull’etichetta devono essere indicati il Paese o i Paesi di origine in cui il miele è stato raccolto (D.Lgs n. 179/2004 art. 3 – Legge n. 81 del 11 marzo 2006, art. 2-bis)

Esempi

  • Paese di origine: Italia  
  • Paese di origine: Argentina
  • Paesi di origine: Italia e Argentina
  • Paesi di origine: Italia, Cina e Ungheria
  • Miscela di mieli originari della CE: Italia e Ungheria
  • Miscela di mieli originari e non originari della CE: Argentina, Italia

La dizione “Miele italiano” può essere sufficiente a definire il Paese di origine (Circolare 31 maggio 2012, n. 4).

Oltre al paese di orgini possono essere indicate territori di origine o località

 

 Lotto

Definizione di lotto: prodotto finito ottenuto in circostanze praticamente identiche.

Va indicato sempre e rappresenta una tutela merceologica.

Il lotto va indicato facendo precedere il codice dalla lettera “L” non puntata. Questa può essere omessa qualora è riportato in modo ben distinto dalle altre indicazioni presenti in etichetta.

Il codice può essere composto da:

  • Numeri
  • Lettere
  • Numeri + lettere

“L’indicazione del lotto non è richiesta quando il TMC figura con la menzione almeno del giorno e del mese”.

 

 Altre informazioni facoltative

Sono ammesse altre informazioni utili al consumatore a patto che rispettino i seguenti principi:

  • Non inducono in errore il consumatore sulla provenienza, la qualità, le caratteristiche e le proprietà;
  • Sono, se del caso, basate sui dati scientifici pertinenti quali 
  1. Data di produzione
  2. Indicazioni per la conservazione
  3. Indicazioni per l’uso (no indicazioni terapeutiche)
  4. Avvertenze ambientali (non disperdere nell’ambiente – o pittogramma )
    Etichettatura del miele, non disperdere nell'ambiente
    Etichettatura del miele, non disperdere nell'ambiente
  5. Etichetta nutrizionale
  6. Il marchio
    Etichettatura del miele, marchio peso netto
    Etichettatura del miele, marchio peso netto

 Sigillo di garanzia

Per la vendita al dettaglio il miele deve essere immesso nel mercato in contenitori chiusi ed etichettato secondo la norma.

Il contenuto della confezione non deve poter essere modificato senza che essa sia aperta o alterata (Art.1 comma 2 punto b D.Lgs 109/92).

A tale scopo può essere utile il sigillo di garanzia che è in grado di tutelare il consumatore ed il produttore da eventuali manipolazioni.

 

Produzione biologica (Reg. CE n. 834/07 e Reg. CE 889/08) 

Le indicazioni da apporre in etichetta per le produzioni biologiche sono fornite dall’organismo di controllo.

Di seguito sono riportate alcune indicazioni.

Dimensioni minime del logo: altezza 9 mm, larghezza 13.5 mm - altezza minima di 6 mm per confezioni molto piccole.

Le proporzioni devono sempre essere di 1:1,5

Etichettatura del miele, logo bio
Etichettatura del miele, logo bio

Logo obbligatorio dal 1° luglio 2010

Accanto al logo bisogna riportare una delle seguenti diciture:

  • Agricoltura non UE
  • Agricoltura UE / non UE
  • Agricoltura ITALIA (o ITALIANA)

Non sostituisce la dichiarazione del paese di origine

 

 Quantità nominale errore massimi tollerati

Il confezionatore è responsabile della quantità di prodotto contenuto nell’imballaggio ed è tenuto ad effettuare i controlli.

Il piano di campionamento e i dati dei controlli vanno registrati su supporto cartaceo o informatico da conservare per un periodo di almeno 6 mesi oltre il TMC definito per il lotto.

Etichetta del miele, quantità nominali
Etichetta del miele, quantità nominali, errori massimi

Errori massimi tollerati in meno sui contenuti degli imballaggi preconfezionati CEE 

Tolleranze valide per controlli a campione di tipo statistico

Per i controlli dell’unità (singolo vaso) la tolleranza ammessa coincide con la risoluzione della bilancia.

 Etichetta nutrizionale


Qualora inserita il formato base da utilizzarsi obbligatoriamente sarà costituito da quanto riportato di seguito.

I valori devono essere espressi in grammi e riferiti a 100g/100 ml o, se del caso, alla porzione o all’unità di consumo.

 

Etichetta del miele, etichetta nutrizionale
Etichetta del miele, etichetta nutrizionale

Miele con altri ingredienti

In commercio è possibile reperire una notevole quantità di alimenti nei quali viene utilizzato il miele come ingrediente principale: miele con noci, nocciole, frutta, marmellate, cioccolata e altri.

Questi prodotti vengono catalogati come “prodotti alimentari” e come tali vanno etichettati con le seguenti diciture obbligatorie:

  • Denominazione di vendita
  • Elenco degli ingredienti
  • Allergeni
  • Quantità netta o nominale
  • Termine minimo di conservazione
  • Nome o ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare
  • La sede dello stabilimento di produzione o confezionamento (quando diverso dall’indirizzo del responsabile della commercializzazione già indicata in etichetta)
  • Dichiarazione nutrizionale
  • Lotto

Gli ingredienti devono essere riportati in ordine di peso decrescente. La quantità deve essere riportata solo per gli ingredienti che compaiono nella denominazione di vendita e/o nelle immagini in etichetta. Come per il miele possono essere inserite informazioni facoltative

 

Vi invitiamo ora a leggere la nostra etichetta, Etichetta Miele Apicoltura Aurum Terrae, e sposare l'iniziativa etichetta trasparente

Etichetta miele Apicoltura Aurum Terrae
Etichetta trasparente miele Apicoltura Aurum Terrae

 

Con questo numero della rubrica abbiamo terminato la trattazione del ciclo relativo al miele. Partiti dall'apiario abbiamo trattato le attrezzature per poi passare in laboratorio con le attrezzature necessarie per la smielatura, la maturazione e lo stoccaggio, arrivando quindi all'etichettatura e alle informazioni da emettere obbligatorie secondo normativa.

Vi diamo quindi appuntamento al prossimo numero della rubrica “Lo sapevi che…?” # 19 dove vi faremo una sorpresa iniziando una serie di uscite dedicate al ciclo produttivo di uno degli altri prodotti dell'alverare. 

A presto!